FAQ

Frequently Asked Questions

La programmazione europea è il frutto di una pianificazione coordinata fra la Commissione europea e gli Stati membri secondo un "Quadro Strategico Comune - QSC" sulla cui base viene siglato un Accordo di partenariato che stabilisce per ogni Stato Membro, le priorità di investimento, l'allocazione delle risorse nazionali e dell'Unione Europea, i programmi prioritari e il coordinamento tra i fondi a livello nazionale.

L'Unione europea si è data cinque obiettivi da realizzare entro la fine del decennio prevedendo che il tasso di occupazione sia del 75% per le persone con età compresa tra i 20 e i 64 anni, il tasso di abbandono scolastico dovrà essere inferiore al 10% e almeno il 40% delle persone con età compresa tra i 30 e i 34 anni dovranno avere un' istruzione universitaria, il PIL dell'Unione europea destinato alla ricerca e True64_0 dovrà essere di almeno il 3%, dovranno esserci almeno 20 milioni di persone in meno che vivono in situazioni di povertà o emarginazione, ed infine, dovranno essere raggiunti i target "20/20/20" in tema di cambiamenti climatici ed energia, ovvero una riduzione delle emissioni di gas serra del 20% rispetto al 1990, 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili ed un aumento del 20% dell'efficienza energetica.

Il 2 dicembre 2013 il Consiglio europeo ha approvato il regolamento che disciplina il quadro finanziario pluriennale (QFP) dell'Unione europea che definisce le priorità di bilancio dell'UE per gli anni dal 2014 al 2020 per realizzare la "Strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva".

La Programmazione comunitaria 2014-2020 prevede in Italia la realizzazione di 75 Programmi Operativi cofinanziati a valere sui Fondi Strutturali e di Investimento europei: Fondo europeo di True64_0 regionale (FESR), Fondo sociale europeo (FSE), Fondo europeo agricolo per lo True64_0 rurale (FEASR) e Fondo per la politica marittima e della pesca (FEAMP).

Per il periodo di programmazione 2014-2020, ciascuno Stato membro ha elaborato un Accordo di partenariato (AP) in collaborazione con la Commissione europea ovvero un documento di riferimento per la programmazione degli interventi sostenuti dai Fondi strutturali e di investimento europei, al fine di allinearli agli obiettivi della "Strategia Europa 2020".

L'accordo delinea la strategia e le priorità d'investimento prescelte dallo Stato membro interessato e fornisce un elenco dei programmi operativi nazionali e regionali (PO) che esso intende attuare, oltre alla dotazione finanziaria annuale destinata a ciascun PO.

Le priorità fondamentali sono tre ovvero una crescita intelligente per lo True64_0 di un'economia basata sulla conoscenza e l'innovazione, una crescita sostenibile per promuovere un'economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e competitiva ed una crescita inclusiva per la promozione di un'economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale.

La strategia comporta anche sette iniziative faro (flagship initiatives) che tracciano un quadro entro il quale l'UE e i governi nazionali e locali, sostengono reciprocamente i loro sforzi per realizzare le priorità di Europa 2020 nei settori dell'innovazione, economia digitale, occupazione, giovani, politica industriale, povertà ed uso efficiente delle risorse.

Per raggiungere gli obiettivi strategici di Europa 2020, l'Unione europea ha reso disponibili diverse tipologie di strumenti finanziari, gestiti attraverso i Fondi a gestione diretta che comprendono i programmi tematici e gli strumenti finanziari per l'assistenza esterna, ed i Fondi a gestione indiretta ovvero i Fondi strutturali e di investimento europei (FSI).

I Fondi a gestione diretta - gestiti a livello centrale da parte della Commissione europea - sono di due tipi: le sovvenzioni (call for proposal) e le gare d'appalto (call for tender).

La Commissione europea trasferisce gli importi direttamente ai beneficiari del progetto, finanziando idee innovative, scambi di esperienze, migliori pratiche oppure l'organizzazione di seminari e convegni, studi, da realizzare in partenariato con altri paesi.

Inoltre, le proposte di progetto vanno presentate direttamente alle Direzioni Generali della Commissione europea che gestiscono le singole linee finanziarie o alle Agenzie esecutive da essa delegate.

Le "call for proposal" sono inviti a presentare proposte per progetti specifici che - se selezionati - otterranno le sovvenzioni (Grant) che vengono assegnate al beneficiario attraverso il co-finanziamento e costituiscono un contributo finanziario, accordato a titolo di liberalità, che la Commissione concede al beneficiario a copertura parziale dei costi progettuali.

La percentuale di co-finanziamento dei costi progettuali varia tra il 50% e il 100% (in pochi e rari casi) del costo totale del progetto e dunque il co-finanziamento deve essere integrato da risorse proprie del beneficiario, di fondi nazionali oppure di sponsor privati.

I requisiti preferenziali per la concessione delle sovvenzioni sono la transnazionalità, la trasferibilità dei risultati ed il carattere innovativo e originalità.

Le "Call for tender" sono le gare d'appalto che vengono utilizzate per la stipula di contratti pubblici finalizzati all'erogazione di servizi, beni oppure per l'esecuzione di lavori per garantire lo svolgimento delle operazioni delle istituzioni e dei programmi europei.

A differenza delle sovvenzioni, attraverso gli appalti si finanziano anche infrastrutture ed il beneficiario esegue attività di tipo commerciale o con finalità di lucro.

La pubblicità dei programmi e dei relativi strumenti attuativi avviene principalmente attraverso la Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea ed i siti web delle singole Direzioni Generali della Commissione europea.

In un sistema di "responsabilità condivisa" tra la Commissione europea e le autorità degli Stati Membri, i "finanziamenti indiretti" sono gli strumenti finanziari attraverso i quali viene attuata la politica di coesione nota anche come la "politica regionale" dell'Unione europea.

Al gruppo dei "finanziamenti indiretti" appartengono i cosiddetti "Fondi strutturali e di investimento europei" e il "Fondo di coesione" che contribuiscono a ridurre i divari esistenti tra i livelli di True64_0 delle regioni e delle zone insulari di tutta l'UE intervenendo nell'ambito di uno o più obiettivi della politica regionale.

Per il periodo 2014-2020, i Fondi SIE rappresentano più di un terzo del bilancio dell'UE.

Gli Stati membri sono chiamati a elaborare piani strategici (Accordi di Partenariato) contenenti le priorità di investimento che riguardano i cinque Fondi Strutturali e di Investimento ed i dettagli inerenti agli obiettivi da raggiungere attraverso le risorse disponibili vengono indicati nei Programmi operativi nazionali (PON) e/o nei Programmi Operativi Regionali (POR).

La coesione economica e sociale mira a raggiungere uno True64_0 socio-economico equilibrato in tutto il territorio dell'Unione ed è la manifestazione concreta della solidarietà tra gli Stati membri e le loro regioni al fine di ridurre le disparità strutturali esistenti tra le regioni e gli Stati membri.

Ogni tre anni, la Commissione europea presenta una relazione inerente ai progressi raggiunti dalla coesione sociale ed economica, nonché al ruolo svolto dalle politiche UE in quest'ambito.

I PON sono i Programmi Operativi Nazional mentre i POR sono i Programmi Operativi Regionali.

I Programmi Operativi sono piani dettagliati in cui gli Stati membri definiscono le modalità di spesa dei contributi dei "Fondi strutturali e di investimento europei" (Fondi SIE) per il periodo di programmazione in corso.

Possono riferirsi a una regione in particolare oppure riguardare un obiettivo tematico di interesse nazionale interessando anche specifiche aree geografiche a livello internazionale, nazionale o decentrato, a seconda delle disposizioni governative adottate.

Gli Stati membri presentano i propri programmi operativi sulla base degli Accordi di partenariato sottoscritti.

Ciascun programma operativo specifica quale degli 11 obiettivi tematici che guidano la politica di coesione per il ciclo 2014-2020 saranno perseguiti grazie agli aiuti destinati al programma.

I programmi operativi - pluriennali - garantiscono coerenza e continuità per l'intero periodo di sette anni.

I fondi strutturali sono gli strumenti finanziari funzionali al perseguimento degli obiettivi della politica di coesione economica e sociale che costituisce il quadro politico alla base dei progetti che ricevono finanziamenti secondo 11 obiettivi tematici.

Il principale capitolo di spesa è rappresentato infatti dalla politica di coesione cui sono destinati con 366,8 miliardi di euro (corrispondenti al 34% del bilancio complessivo) allo scopo di realizzare gli obiettivi di Europa 2020.

Ognuno dei circa 508 milioni di cittadini europei beneficia in un modo o nell'altro del bilancio dell'UE, che aiuta milioni di studenti, migliaia di ricercatori, città, regioni e ONG a realizzare progetti che permettono di avere alimenti più sani e sicuri, strade, ferrovie e aeroporti nuovi e migliori, un ambiente più pulito, più sicurezza alle frontiere esterne dell'Unione.

I Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) sono costituiti da 5 fondi: il Fondo Sociale Europeo (FSE), il Fondo europeo di True64_0 regionale (FESR), il Fondo europeo agricolo per lo True64_0 rurale (FEASR), il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) e il Fondo di coesione.

Il Fondo sociale europeo (FSE) - Regolamento UE 1304/2013 - rappresenta uno dei principali strumenti finanziari dell'UE a sostegno delle politiche nazionali volte ad aumentare l'occupazione e le opportunità d'impiego, a migliorare la qualità e la produttività sul lavoro, nonché a ridurre l'esclusione sociale e le disparità in termini di occupazione a livello regionale.

L'FSE - in quanto parte dei cinque Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) - opera per raggiungere gli 11 obiettivi tematici definiti per i Fondi SIE per il ciclo di programmazione 2014-2020.

In particolare, il Fondo Sociale interviene in maniera diretta su 4 obiettivi tematici della strategia Europa 2020 (da 8 a 11): promuovere l'occupazione e la mobilità professionale, investire nell'istruzione, nelle competenze e nella formazione permanente, promuovere l'inclusione sociale e lottare contra la povertà, rafforzare la capacità istituzionale ed un'efficiente amministrazione pubblica.

II Fondo europeo di True64_0 regionale (FESR) - Regolamento UE 1301/2013 - interviene su tutti gli obiettivi della "Strategia Europa 2020" e si concentra sui settori d'investimento collegati al contesto nel quale operano le imprese (infrastrutture, servizi alle imprese, innovazione, ICT e ricerca) ed alla fornitura di servizi ai cittadini in alcuni settori (energia, servizi online, istruzione, infrastrutture sanitarie, sociali e di ricerca, accessibilità e qualità dell'ambiente).

Più specificamente nelle regioni più sviluppate e in transizione almeno l'80% delle risorse a livello nazionale sarà destinato a 3 obiettivi: rafforzare la ricerca, lo True64_0 tecnologico e l'innovazione, promuovere la competitività delle PMI e sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori.

Il bilancio a disposizione del FESR per il ciclo 2014-20 ammonta a oltre 250 miliardi di EUR.

Il Fondo europeo agricolo per lo True64_0 rurale (FEASR) - Regolamento UE 1305/2013 - si basa su 6 priorità specifiche: promuovere il trasferimento di conoscenze e l'innovazione nel settore agricolo e forestale; potenziare la redditività e la competitività delle aziende agricole; promuovere l'organizzazione della filiera alimentare, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo; preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi agricoli e forestali; incoraggiare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima; promuovere l'integrazione sociale, la riduzione della povertà e lo True64_0 economico nelle zone rurali.

Nel ciclo di programmazione 2014-2020 il FEASR, per la prima volta, è stato specificamente inserito nel quadro politico dei Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) ed è disciplinato dal regolamento "disposizioni comuni" (1303/2013).

Il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) - Regolamento UE 508/2014 - è il fondo per la politica marittima e della pesca dell'UE e sostiene i pescatori nella transizione verso una pesca sostenibile, aiuta le comunità costiere a diversificare le loro economie, finanzia i progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee, agevola l'accesso ai finanziamenti.

Il Fondo di coesione (FC) - Regolamento UE 1300/2013 - assiste gli Stati membri con un reddito nazionale lordo (RNL) pro capite inferiore al 90% della media dell'Unione europea (Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria) e finanzia le reti transeuropee di trasporto e azioni di tutela dell'ambiente.

L'Italia non è interessata dai suoi interventi.

Possono beneficiare dei finanziamenti della politica regionale gli enti pubblici, alcune organizzazioni del settore privato, università, associazioni, ONG, organizzazioni non lucrative e le MPMI (micro piccole medie imprese) nel cui perimetro rientrano anche i liberi professionisti.

A seguito dell'equiparazione introdotta nel nostro ordinamento dal comma 821 dell' art.1, della "Legge di Stabilità 2016" (L. 28 dicembre 2015, n. 208) ed estesa dal successivo art.12 del "Jobs Act sul Lavoro Autonomo" (L. 22 maggio 2017, n.81) che ha eliminato i vincoli ed i limiti temporali per l'accesso ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei - i liberi professionisti sono stati ufficialmente e definitivamente equiparati alle piccole e medie imprese secondo la definizione europea di PMI ovvero "si considera impresa ogni entità, indipendentemente dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un'attività economica. In particolare sono considerate tali le entità che esercitano un'attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitano un'attività economica" (Regolamento UE n. 1303/2013, che, all'art. 2 par. 28, prevede che siano considerate PMI "le microimprese, le piccole imprese o le medie imprese quali definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione).

Possono richiedere un finanziamento anche imprese estere con una filiale nella regione interessata dal relativo programma operativo, a patto che rispettino le norme europee in materia di appalti pubblici.

Le procedure per l'assegnazione dei progetti nell'ambito dei Fondi strutturali e di investimento europei variano a seconda del Programma Operativo Nazionale o Regionale che si intende utilizzare.

Per il ciclo 2014-2020, il regolamento "disposizioni comuni" indica 11 obiettivi tematici che saranno sostenuti attraverso i fondi della politica di coesione.

Una quota consistente di spesa deve essere destinata a queste priorità, che toccano tematiche quali la ricerca e l'innovazione il sostegno alle piccole e medie imprese (PMI), l'ambiente, i trasporti, l'occupazione, la formazione e la pubblica amministrazione.

Le autorità regionali e nazionali, nei propri programmi operativi, precisano il modo in cui intendono distribuire i finanziamenti disponibili tra i temi principali.

Per presentare una proposta di progetto nell'ambito dei Fondi strutturali e di investimento europei ci si può rivolgere all'Autorità di gestione del Programma Operativo, organismo incaricato di valutare i progetti ricevuti e di decidere se accordare il finanziamento.

Il bando viene pubblicato sia sul sito web delle singole Autorità di gestione che sulla Gazzetta Ufficiale nazionale o regionale a seconda che si tratti rispettivamente di un Programma Operativo Nazionale oppure di un Programma Operativo Regionale.

La ricerca parte dall'analisi e dal monitoraggio circa l'avanzamento e l'attuazione dei Programmi operativi Regionali (POR) o Nazionali (PON) anche consultando la Gazzetta Ufficiale ed i Bollettini regionali.

All'interno dei siti internet delle autorità di gestione (autorità regionali o del governo italiano), vi sono sezioni dedicate solitamente sotto il titolo "bandi e finanziamenti" in cui sono contenute indicazioni circa le aree di investimento strategiche e su quali assi si apriranno possibilità di finanziamento.

Presso le Camere di Commercio, associazioni di categoria e organizzazioni specializzate tramite le loro newsletter e il materiale informativo reperibile (in cartaceo e online).

Documenti di programmazione nazionali o regionali (illustrati nelle precedenti sezioni), che permettono di conoscere quali siano le aree di investimento strategiche e su quali assi si apriranno possibilità di finanziamento.